FIABE SENZA STORIA

acquerello,acrilico,penna bic su cartoncino

 

di: (Lorenzo Bonoco - 2/2/2015)

 

 

Nuovo ciclo di opere per Giannandrea, che è soggetto per sua natura a rinnovarsi

o meglio a rivisitarsi ciclicamente. Dalla ricerca di uno spazio paradossale, surreale, astratto e rigorosamente in bianco e nero come “Black Bic & White” è passato ad uno spazio pittorico di forte impatto gestuale e di grande vivacità cromatica. Come a voler creare un disordine per un percorso che sembrerebbe completamente opposto al precedente ma è invece un progredire in quella ricerca che ormai lo contraddistingue: lo spazio; inteso come spazio mentale, fortemente introspettivo. Dall’apparente disordine cromatico dovuto alla sapiente gestualità di veloci pennellate di varia natura cromatica l’artista, con l’utilizzo della penna bic si reinserisce con grande sensibilità visiva e raffinata ma fantasiosa sapienza grafica portandoci a vedere nuovi mondi. Così facendo sembra volerci raccontare storie dal sapore fantastico ma dai contenuti completamente astratti: semplici ma splendide “fiabe senza storia”.

 

 

 

 

 

in proprio: 2016

 

 

Diversi sono i contenuti artistici che nel tempo mi hanno formato e che hanno caratterizzato il mio attuale operato artistico. Ma quelli che mi hanno sempre accompagnato e che sono per me indispensabili rimangonoIl Disegno, inteso come gesto istintivo che nella sua semplice immediatezza riesce a fermare e descrivere e raccontare i miei pensieri; il concetto di Astrazione,come elemento essenzialmente pittorico e compositivo che non deve definire elementi ma irrorare gestualmente e sapientemente di colori la superficie; lo Spazio, come contenitore unico dove volumi di incastri impensabili, direzioni di luci diverse ed equilibri compositivi instabili creanoun’atmosfera che riesca a fermare lo spettatore quasi a volerlo ipnotizzare e nel contempo a muoversi costantemente nell’operaUn novo modello di spazio è quello che cerco di costruire ogni volta diverso, paradossale e surreale ma fortemente mentale e introspettivo. Con l’utilizzo della penna bic, icona del secolo scorso, cerco di descrivere un mondo che racconti storie dal sapore fantastico ma dai contenuti completamente astratti come delle fiabe illustrate che non hanno una storia da raccontare. “Fiabe senza storie” come metafora dell’attuale condizione umana incapace di imparare dalla sua stessa storia.

 

Il critico Domenico Quaranta:

 

Giannandrea dimostra l’avvenuta acquisizione e sedimentazione di una serie di riferimenti alti che includono non solo tutta la tradizione del fantastico (da Bosch a Brugel, da Ernst a Tanguy a Matta), ma anche una precisa linea astratto informale (penso a Wols e Tobey): ma senza che questi riferimenti colti arrivino mai ad appesantire la leggerezza di un linguaggio che si confronta coraggiosamente con il mondo dell’illustrazione e del fumetto. Le sue opere meritano il rispetto di quell’arte che non si prende sul serio, che non si pone rispetto allo spettatore in una chiusa, altera distanza, ma che pure offre il piacere dell’immersione, della fuga, e dell’inseguimento di nuovi dettagli e nuove evocazioni.”