POETICO E SILENZIOSO EQUILIBRIO


di Lorenzo Bonoco  (Corriere della sera 26/6/2007)

 

 

Questo presentato è l’ ultimo ciclo di opere. Giannandrea nella sua ricerca basata principalmente sul colore e nel gesto, procede per cicli. Appartiene a quella razza di artisti che non sono facilmente codificabili. Si pone nei confronti del creare arte in modo molto libero e con grande purezza mentale. Esaurito un ciclo ne crea un’altro, a volte totalmente diverso dal precedente, ma con un filo conduttore comune: il colore come passaggio obbligatorio per entrare nell’atto creativo, e una costante, oserei dire, pulizia mentale come procedimento di realizzazione. Ed in questo ultimo ciclo, come dicevo, l’artista sembra trasmettere ad una prima osservazione, un forte senso di silenzio cromatico e nelle fasi successive, come in un crescendo, segna il confine di forme pulsanti e piene di una vita ancestrale che si perdono in una esplosione di grande gestualità pittorica mosse però, da uno sguardo profondamente introspettivo. E’ la concreta gestualità della mano che attraverso il colore inteso, in questo caso come uno,-monocromo-, sembra creare squarci su nuovi mondi apparenti e mai immediati, come se si nascondessero sotto una coltre di colore che li avvolge e plasma, ma nel contempo li tiene in vita: Siamo di fronte ad una ricerca basata su una forte componente poetica. Poetica è la scelta dell’uso del monocromo, sapientemente applicato sulla tela per velature, in modo tale da non far scorgere il benchè minimo e impalpabile spessore materico; poetiche sono le casualità formali apparenti che lasciate alla sensibilità visiva dello spettatore possono assumere, se sapientemente isolate, forme a tratti surreali inserite in contesti dove la totale e libera navigazione soggettiva è d’obbligo. Ma l’aspetto, o se vogliamo la chiave di lettura conclusiva, è data da due elementi semplici ma fondamentali: il primo è il disegno pittorico, sì, proprio il disegno che qui ha caratteri formali antichi, sembrano segni arcaici molto elementari, sono disegni che l’artista crea costantemente ogni giorno su piccoli fogli, è come se fosse preso da una frenesia dove non è l’occhio estetico, ma la mente influenzata dal contesto a dirigere la mano che dopo una sapiente selezione applica sulla tela per contrasti cromatici molto delicati in modo da ottenere una percezione morbida dell’insieme e creando nella struttura compositiva dell’opera un equilibrio apparentemente instabile. Il secondo, ma risolutivo elemento, è il significato verbale che l’artista dà all’opera. Anche qui, il voler a tutti i costi liberarsi da qualcosa che possa limitare il suo continuum creativo, fa emergere con grande sensibilità introspettiva e istintiva la purezza, il gioco e la leggerezza del significato. Temi come: Volo di silenzio, La bellezza di caderci dentro, Il giocoliere, .... applicati a contesti di opposto significato visivo ormai pieni di dinamismo gestuale e di propria identità cromatica, creano grandi contrasti che in questo caso non sono mai d’impatto o dirompenti. L’artista non vuole dividere e tanto meno aggredire, anzi, direi che in queste ultime opere si viene a creare una magia di grande e poetico silenzioso equilibrio.